La collaborazione con le Università e con i Centri
di Ricerca universitari è
sempre stata una delle politiche seguite da SAS, con notevole successo,
in tutto il mondo. Anche l’Italia
ha un’importante storia
di successi ottenuti da queste partnership a carattere scientifico ma
dai contenuti molto pragmatici, dal momento
che i risultati delle ricerche congiunte tra
Università e
SAS sono sempre stati dedicati alla soluzione di casi pratici. Come nel
caso del progetto La Versa, dove
l’Università di
Pavia ha messo a frutto le proprie conoscenze avanzate di statistica
e degli strumenti SAS per sviluppare un progetto
dedicato a capire meglio e in modo analitico le
conseguenze di alcune scelte di posizionamento
fatte sui propri prodotti dalla nota
casa vinicola La Versa.
Un cambiamento di rotta sul mercato Ho.Re.Ca
Il progetto, iniziato nel marzo 2005, è
la risposta dell’Università di Pavia alla richiesta della
casa vinicola di un’analisi di posizionamento,
e ha riguardato un’analisi approfondita dei
dati di vendita de La Versa relativi all’anno
2004. “L’esigenza di La Versa è nata a seguito di
un progetto di ristrutturazione, avviato sul canale Ho.Re.Ca, cioè Hotel,
Restaurant &
Catering, che comprende anche i Wine Point – chi parla è Paola
Cerchiello, ricercatrice presso l’Università di Pavia –:
in altri termini, tutte le catene di vendita dei prodotti vinicoli diverse
dalla
Gdo, cioè Grande Distribuzione
Organizzata, supermercati e ipermercati. La ristrutturazione di questo
canale commerciale ha portato a un aumento
dei prezzi dei prodotti La Versa, con un conseguente
calo delle vendite.
Un calo che ha colpito soprattutto
il prodotto di punta di La Versa,
lo spumante Testarossa. “Il canale
HoRe.Ca per La Versa è
quello di èlite – spiega ancora Paola Cerchiello –,
attraverso cui vengono proposti i prodotti di qualità più elevata
e di prezzo più alto.
Il calo di vendite si è innestato su una crisi
già attiva nel settore dei vini, a livello nazionale,
legata alla concorrenza di produzioni estere, come quella del Cile e
dell’Australia.”
La richiesta di La Versa è stata chiara: trovare una strada che
consentisse, attraverso promozioni, lancio di nuove linee di prodotto
o riposizionamento di quelle “vecchie”,
di recuperare i volumi di vendita pregressi. “L’Università di
Pavia ha condotto un’analisi descrittiva
per capire quali fossero le associazioni tra i vari tipi di prodotto
sul punto vendita: si è voluto
verificare se, ad esempio, tra il vino Bonarda e il Buttafuoco esistesse
un’associazione
positiva (quindi l’acquisto
dell’uno implica anche l’acquisto
dell’altro) o negativa (uno esclude l’altro). ”Un
tipo di analisi piuttosto complessa, ma che consente di sviluppare attività di
marketing con costi dimezzati, dal momento che: “se ho un’associazione
positiva tra due prodotti, mi basterà fare
attività di promozione su uno dei due:
le vendite dell’altro seguiranno a ruota”.
La collaborazione con SAS
Per l’Università di Pavia, essenziale è stata la
possibilità di
ricorrere a SAS Enterprise Miner, dal momento che: “analisi come
quelle effettuate dalla Università di
Pavia sui circa 40 prodotti di La Versa non si possono certo compiere
su semplici fogli elettronici”.
Per la propria attività di
Ricerca Statistica, l’Università di
Pavia ha deciso ormai da otto anni di adottare gli strumenti SAS. I motivi? “Già sette
o otto anni fa, quando è nata questa partnership
tra SAS e l’Università di Pavia – aggiunge
Paola Cerchiello – si sapeva che SAS
era la piattaforma di analisi statistica più diffusa
e più richiesta dal mercato.
A questo va aggiunto il fatto che molto spesso, quando i laureati con
un profilo statistico si muovevano nel mondo del
lavoro, veniva loro richiesta la conoscenza
di SAS.
L’Università di
Pavia ha quindi intravisto in questa scelta la possibilità di
offrire ai propri studenti un atout in più, molto utile nel mondo
del lavoro. ”Da
allora centinaia di studenti ogni anno sono venuti a contatto con SAS,
non solo nei corsi più avanzati,
nei quali viene loro richiesto di preparare un progetto, ma anche nei
corsi base del primo anno. Il rapporto si è poi
consolidato nel corso degli anni, comprendendo lo studio e l’impiego
di molti prodotti SAS, tra cui il già citato Enterprise Miner. “La
partnership è stata consolidata dal
fatto che tutti i progetti, le tesi, i lavori di ricerca in laboratorio
realizzati con
l’ausilio
di SAS – spiega ancora
Paola Cerchiello – non hanno mai presentato alcun
ostacolo, tipo l’impossibilità di realizzare
un particolare modello. ”È a
questo proposito interessante capire più in
dettaglio com’è stato realizzato il
progetto La Versa. I modelli statistici impiegati sono stati due: “Da
una parte, ci siamo affidati alla Regressione Logistica, che dà informazioni
molto precise e strutturate, inserendo il vino Testarossa come variabile
cardine – continua
Paola Cerchiello –. Poi
abbiamo adottato anche l’Albero decisionale,
un modello molto semplice anche se non parametrico, per confermare la
validità dei
risultati ottenuti. ”In conclusione,
sono stati identificati 7-8 prodotti di punta, in termini di volumi di
vendita, tasso di reso e fatturato realizzato, che, in pratica,
sono risultati essere quelli con il rapporto
qualità/prezzo
ottimale. “Per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati
all’inizio
del progetto La Versa – prosegue Paola
Cerchiello – abbiamo applicato le informazioni emerse
dallo studio dei prodotti attuali al posizionamento complessivo dei prodotti
stessi.”
Risultati e sviluppi
Le analisi applicate alla produzione La Versa dall’Università di
Pavia, grazie al supporto di SAS Enterprise Miner, hanno consentito
di identificare alcuni prodotti di punta, che
la clientela percepisce già oggi come posizionati
in modo ottimale. “Questi sette o otto prodotti sono quelli a
cui si è applicato
il modello di associazione –
aggiunge ancora Paola Cerchiello –, verificando quali possedessero
un’associazione positiva con quali
altri. Così si è scoperto che bastava
lavorare sul posizionamento di alcuni prodotti per far risalire i volumi
di vendita di La Versa.” Naturalmente,
sono stati adottati anche alcuni espedienti commerciali, come esporre
i
prodotti affiancati sugli scaffali del punto vendita,
in modo da stimolare l’acquisto da
parte dei consumatori. “Anche
a ristoratori e gestori di Wine Point sono state comunicate le associazioni – conferma
Paola Cerchiello –, in modo
che proponessero ai clienti, oltre ad alcuni vini, anche quelli associati,
in modo da aumentare i volumi complessivi”. E il futuro
cosa può riservare
a questo progetto di successo? “Potremmo
applicare modelli più complessi,
sempre basati su strumenti SAS, per approfondire aspetti, per esempio,
territoriali, studiando il grado di accettazione
di ogni tipo di prodotto nelle varie
Regioni italiane – conclude
Paola Cerchiello. Infine, l’applicazione dei criteri associativi
anche ad altri campi, com’è già avvenuto,
per esempio, per studiare la navigazione sui siti web. Infine, studi
sul Churning, cioè il
tasso di abbandono da parte dei clienti, oggi molto in voga soprattutto
tra le società di
telefonia mobile. Il tutto con in mente sempre ben chiara la nostra
missione e la ragione primaria
della partnership con SAS: preparare i nostri studenti ad
affrontare con le armi migliori le sfide
che il mercato pone ogni giorno.
Articolo tratto da ITA SAS COM 4/06
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