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| Il cost management nel MONDO BANCARIO | |||||||||||||||||||||||||||||||
| I sistemi di cost management adottati da alcuni gruppi bancari italiani sono l’oggetto di una ricerca realizzata dal Centro Studi per l’Innovazione Finanziaria dell’Università L. Bocconi di Milano. | |||||||||||||||||||||||||||||||
| Articolo di Marco Di Antonio, Università di Genova e SDA Bocconi | |||||||||||||||||||||||||||||||
Una recente ricerca curata da Newfin, il Centro Studi per l’Innovazione Finanziaria dell’Università Luigi Bocconi di Milano, di prossima pubblicazione presso Bancaria Editrice, ha analizzato i sistemi di cost management di alcuni gruppi bancari italiani. La ricerca si è articolata in tre fasi. Un’attenta review della letteratura esistente sul tema, con particolare riferimento agli studi e alle esperienze più avanzate in ambito industriale; l’elaborazione di un framework concettuale che servisse da modello interpretativo; la ricerca sul campo, che si è avvalsa della metodologia dei case-study (sono stati analizzati sei gruppi bancari italiani). L’analisi delle esperienze aziendali è stata guidata da un costrutto logico parzialmente originale elaborato dal team di ricerca: il sistema di gestione dei costi, le cui variabili di contesto e le cui componenti sono rappresentate nella Figura 1.
Le determinanti alla base dell’accresciuta
attenzione ai costi delle nostre banche sono più d’una.
Innanzitutto vi è l’aumentata pressione,
esercitata da un azionariato ormai prevalentemente privato e profit
oriented, sulla generazione di risultato economico. Inoltre
occorre considerare il gap di cost efficiency rispetto
ai competitor esteri che, seppur in
via di riassorbimento, continua a sussistere. Sta
anche cambiando la formula di economicità:
le attività di servizio crescono rispetto
a quelle di intermediazione creditizia e ciò comporta
uno spostamento dai costi finanziari a quelli non finanziari. Di pari
passo vi è anche
un cambiamento della formula strategica, caratterizzata da intensi
processi di crescita e diversificazione delle
nostre banche; per governare in maniera efficace
tali processi, occorre possedere una
conoscenza adeguata di costi e redditività per
linea di business, prodotto, segmento di clientela, unità operativa.
Anche la formula organizzativa è mutata:
i nuovi assetti macro-organizzativi multispecialist che si vanno affermando
nei nostri gruppi possono funzionare correttamente
solo in presenza di equi sistemi
di tariffazione interdivisionale. Inoltre si è trasformata
Anche la misurazione dei costi assume forme molteplici e si avvale di diversi criteri e strumenti, a seconda degli scopi per cui è effettuata. Rientrano in questo quadro l’attribuzione dei costi indiretti alle combinazioni organizzative e di mercato (cost allocation) per misurare le performance, il monitoraggio dell’andamento sia dei costi rispetto alle previsioni (controllo del budget di spesa) sia degli specifici interventi/progetti per incrementare l’efficienza; il controllo e la gestione dei processi; il confronto, a parità di attività, tra diverse strutture di costo (benchmarking). Tra le forme sopra indicate, la prima è di gran lunga la più importante: i gruppi hanno introdotto tecniche sofisticate per calcolare i costi delle Service Unit e poterli imputare correttamente alle Business Unit utilizzatrici dei servizi interni. Si sono usate metodologie basate su una approfondita
analisi dei prodotti erogati e dei processi svolti dalle unità centrali
di servizio, ispirate alla logica delle attività (activity-based
costing). Tuttavia tali tecniche, ormai diffuse a livello “alto” e
interdivisionale, stentano ancora a penetrare profondamente nell’organizzazione,
verso i diversi prodotti, i singoli clienti, le varie unità commerciali
(filiali e gestori).
Alla luce di tale modello, non vi è dubbio che
il ragguardevole miglioramento della posizione di costo conseguito negli
ultimi anni dalle nostre banche sia da attribuire all’utilizzo
delle leve strategica e organizzativa più che di quella operativa.
Gli interventi hanno avuto natura strutturale, hanno prodotto effetti
durevoli,
sono
stati selezionati e adottati
con una prospettiva ampia e strategica (miglioramento
dei profitti), anziché riduttiva
e tattica (minimizzazione dei costi). oggi e domani
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