IL SETTORE IT NELLE REGIONI D’EUROPA
Flavio Verrecchia (a cura di), ESeC - Economic Statistics e-Center
In
linea con la sfida la lanciata nell’ambito della strategia
di Lisbona e cioè fare si che l’Europa abbia “l'economia
basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del
mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile
con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione
sociale”, unita agli effetti che l’IT può avere
sugli obiettivi indicati, si potrebbe liberamente affermare che la sfida europea è in sintesi quella di divenire il più grande
leader IT nel mondo. Il rapporto sul settore IT nelle Regioni d’Europa realizzato
da ESeC per AITech-Assinform con la partnership tecnologica di
SAS, nel quale si osservano le imprese e l’occupazione dell’Information
Technology, ha come obiettivo proprio la misura del settore IT.
Il focus regionale, il benchmark nazionale ed europeo, la predisposizione
di misure di struttura, di dinamica, e di concentrazione del settore
IT locale, rappresentano i punti di forza del rapporto.
La conoscenza della struttura territoriale e della dinamica
del settore IT a livello regionale non solo consente di meglio
orientare
le politiche sui temi dell’innovazione ma permette il monitoraggio
di trasformazioni in atto (e.g. processi di de-localizzazione produttiva).
L’imprenditoria e l’occupazione del settore IT assumono
nel rapporto una dimensione centrale mettendo in evidenza le seguenti
caratteristiche:
- il noto “nanismo” imprenditoriale nazionale. L’Italia è il
fanalino di coda dell’Europa in termini di dimensioni
delle unità produttive IT (meno di 4 occupati per unità locale);
- una
contenuta dotazione di occupati IT nazionale (pari a 0.6 %)
e una notevole eterogeneità regionale. A livello, europeo
le Regioni che hanno una consistente dotazione di occupati
IT sono riferibili a Paesi con un elevata partecipazione
al mercato del lavoro (Regno unito e Danimarca), alla sola Regione Île
de France per la Francia, alle Regioni del sud della Germania e della Finlandia
e al nord dell’Italia.
- una buona specializzazione IT (pari a 1.5%) migliore
rispetto al dato europeo. L’Italia si trova infatti in 2° posizione
su base europea (EU6).
Rispetto al territorio regionale, si constata che la dimensione
delle unità produttive,
la specializzazione settoriale e la partecipazione al mercato del lavoro del
settore IT risultano tra loro connesse. Rapportato al dato nazionale, è ancora
di limitata importanza il contributo delle Regioni del sud e del centro Italia,
unica eccezione il Lazio che anzi è un polo del settore IT.
Di interesse le dotazioni IT della Provincia Autonoma di Trento,
del Veneto e dell’Emilia-Romagna che però presentano
una specializzazione IT inferiore alla media nazionale. Oltre
al Lazio solo la Lombardia, la Valle d'Aosta/Vallée
d'Aoste e il Piemonte presentano per i tre indicatori dati sopra la media
nazionale.
Rispetto alla base occupazionale IT complessiva, le
Regioni Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto e l’Emilia-Romagna rappresentano
i poli nazionali dell’IT
in cui hanno sede non meno di 7.000 unità produttive regionali IT
che impiegano più di 25.000 occupati regionali nell’IT.
| I dati presentati nel rapporto sono coerenti con le medesime
annualità dei rapporti Eurostat. Per la seconda edizione
del rapporto, prevista per ottobre 2007 (dati 2004), SAS
verrà utilizzato anche per la stima di dati previsionali
(2005-2007). |
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