Torino gestisce la sicurezza urbana con "intelligenza"

Il sistema di BI realizzato da CSI-Piemonte e SAS integra dati da più fonti della PA, ricavando indicatori precisi e fornendo una visione oggettiva dei problemi sul territorio.

La sicurezza nelle aree urbane è un problema molto delicato da gestire, perché occorre trovare risposte alla percezione di sicurezza della cittadinanza distinguendo tra i problemi reali e i molti luoghi comuni e pregiudizi che si annidano tra la popolazione. Una soluzione per il monitoraggio della sicurezza urbana è nata nel capoluogo piemontese attraverso un'applicazione innovativa e inconsueta della business intelligence targata SAS.

«La Città di Torino - sottolinea Giuseppe Borgogno, Assessore al Personale, Organizzazione e Polizia Municipale della Città di Torino - ha da tempo dimostrato una particolare attenzione verso lo sviluppo delle tecnologie informatiche, investendo con decisione su soluzioni fortemente orientate all'innovazione degli strumenti di analisi delle informazioni e di supporto ai processi decisionali dell'amministrazione. Il progetto di monitoraggio della sicurezza urbana è, da questo punto di vista, una nuova e significativa sperimentazione sulle possibilità di sviluppo delle tecnologie informatiche nella Pubblica Amministrazione».

Un monitoraggio globale di tutte le variabili

Spiega Mario Sechi, collaboratore dell'Assessore Borgogno e responsabile del Progetto di Monitoraggio: «II nostro obiettivo è fornire ai responsabili della sicurezza integrata, sia politici sia operativi, uno strumento di monitoraggio dinamico delle condizioni dei territori e della percezione delle persone, basato sull'analisi di tutti i fattori che concorrono a rendere alcuni territori più esposti ai problemi d'insicurezza. Si vuole così mettere a disposizione un supporto sia conoscitivo che metodologico agli interventi programmati dall'Amministrazione Comunale».

In pratica, l'esigenza nasce dalla considerazione che quelli che sono normalmente definiti osservatori sulla sicurezza urbana hanno dei limiti: dal momento in cui vengono svolte le analisi a quello della pubblicazione i dati sono già vecchi.

«Per questo - afferma Sechi - si è voluto mettere in mano al decisore un cruscotto costantemente aggiornato che rende le informazioni immediatamente visibili e utilizzabili».

Sin dalle primissime fasi le potenzialità dello strumento realizzato sono apparse molto più ampie e ne è molto probabile l'estensione ad altri ambiti dell'amministrazione pubblica. L'integrazione tra dati già disponibili, ma di fatto isolati nelle diverse funzioni amministrative e anche esterni al Comune (per esempio, provenienti da Prefettura, Questura, Guardia di Finanza e altre istituzioni), fornisce una visione immediata dei territorio e delle sue dinamiche, consentendo analisi prima impossibili. II sistema dà una chiave di lettura centralizzata delle informazioni raccolte e consente, anche considerando variabili di natura percettiva, di rappresentare le informazioni "geograficamente". Da questo punto di vista, come riconosce lo stesso Sechi, lo strumento rappresenta un'occasione importante per migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'amministrazione perché mette insieme dati che normalmente non dialogano e, non a caso, sta riscontrando particolare interesse anche presso altri settori della PA torinese. Soprattutto perché si tratta di uno strumento che consente di operare su scala quotidiana e «di prendere decisioni su dati certi, completamente coordinati e immediatamente verificabili».

 

Grazie agli strumenti SAS si è così potuto capire che alcuni interventi di riqualificazione, piuttosto che di vero e proprio controllo e presidio del territorio, possono diventare un modello da esportare in altri ambiti con situazioni simili, Analogamente, altra cosa prima impossibile, si sono potuti ottimizzare i piani d'illuminazione in città. Questo ha subito permesso, semplicemente aprendo una mappa e seguendo le segnalazioni, di intervenire puntualmente in maniera efficace e oggettivamente meno dispendiosa.
Mario Sechi, collaboratore dell'Assessore Borgogno e responsabile del Progetto di Monitoraggio

Mario Sechi
collaboratore dell'Assessore Borgogno e responsabile del Progetto di Monitoraggio

Subito i primi risultati

Già solo sfruttando le serie storiche inserite è stato possibile ottenere dei modelli, valutando i risultati di interventi del passato, come illustra più in dettaglio Sechi: «Stiamo ancora lavorando alla costruzione delle relazioni, ma già dalle prime osservazioni sui dati dal 2000 a oggi, relativi al territorio di San Salvario, abbiamo potuto individuare le variazioni di alcuni indicatori. Per esempio, come è cambiato l'insediamento delle popolazioni immigrate, come questo abbia modificato la presenza di alcune tipologie di attività commerciali e come si sia verificato lo spostarsi in quel territorio di alcuni fenomeni di disordine urbano e di degrado, che, pur non essendo veri e propri episodi criminali, determinano il crescere della sensazione d'insicurezza».

Il sistema permette di visualizzare come tali fenomeni da tutto il territorio si siano nel tempo concentrati in aree più piccole e delimitate, dando conferma che gli interventi attivati in alcune porzioni di San Salvario hanno avuto successo. «Si è così potuto capire che alcuni interventi di riqualificazione piuttosto che di vero e proprio controllo e presidio del territorio possono diventare un modello da esportare in altri ambiti con situazioni simili», racconta Sechi, che continua: «Analogamente, altra cosa prima impossibile, si sono potuti ottimizzare i piani d'illuminazione in città. II sistema mette in relazione la presenza o assenza di illuminazione con l'emergere o meno di elementi di criticità o di allarme. Questo ha subito permesso, semplicemente aprendo una mappa e seguendo le segnalazioni, di intervenire puntualmente in maniera efficace e oggettivamente meno dispendiosa».

 

Uno strumento semplice con dietro SAS

L'interfaccia messa a disposizione dei decisori è al tempo stesso semplice da utilizzare e potente per la granularità dell'analisi. «Quella richiesta dalla Città di Torino è sicuramente un'applicazione molto particolare della business intelligence e, tra le soluzioni che conosciamo, quella di SAS ci è sembrata senz'altro la più adatta per rispondere agli input che ci erano stati dati, tra cui la semplicità d'uso», afferma Maurizio Fiorentini, responsabile dell'Unità Organizzativa Sistemi Decisionali del CSI-Piemonte.

In particolare, per quanto riguarda l'integrazione dei dati, fondamentale è la capacità della tecnologia SAS nella "validazione" del dato, che consente appunto di qualificare le diverse informazioni più o meno strutturate e di uniformarle per le successive fasi di analisi. Inoltre, senza scendere in tecnicismi, è utile sottolineare che le soluzioni SAS si distinguono perché incorporano nativamente la componente analitica.

Esse sfruttano gli analytics, che sono un livello sopra le funzionalità di query e reporting tipiche di molti sistemi di business intelligence, integrandoli nel nucleo del sistema e consentendo l'implementazione delle funzioni analitiche in qualsiasi punto del processo: nella fase di caricamento, data integration, data transformation, data quality.

CSI-Piemonte ha creato con il sistema SAS una base dati dalla quale è possibile estrarre viste anche molto disaggregate, oltre tremila micro zone della città, al livello di dettaglio che si preferisce, con dati dell'ultimo giorno, settimana, mese, piuttosto che dati storici. «Le informazioni sono fruibili in diverse modalità. Tramite una mappa si ha la possibilità di fare confronti fra diverse aree della città. Una rappresentazione basata su cruscotti consente di confrontare diversi parametri e osservare varie zone attraverso situazioni codificate, per esempio zone tranquille e zone di allarme. Infine, mediante grafici si visualizzano i trend dei fenomeni», spiega Fiorentini che conclude: «In questa prima fase lo strumento svolge una funzione di osservatorio. Il prossimo passo, che coinvolge direttamente i vari soggetti impegnati nella gestione della sicurezza, consiste nel definire e calcolare gli indicatori di disagio, d'insicurezza e quant'altro, per arrivare a mappare il fenomeno».

 

Città di Torino

Esigenza di Business

Fornire ai responsabili della sicurezza integrata, sia politici sia operativi, uno strumento di monitoraggio dinamico delle condizioni dei territori e della percezione delle persone, basato sull'analisi di tutti i fattori che concorrono a rendere alcuni territori più esposti ai problemi d'insicurezza.

Soluzione

SAS Business Intelligence

Benefici

Fornire ai responsabili della sicurezza integrata, sia politici sia operativi, uno strumento di monitoraggio dinamico delle condizioni dei territori e della percezione delle persone, basato sull'analisi di tutti i fattori che concorrono a rendere alcuni territori più esposti ai problemi d'insicurezza.

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